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L'esigenza di realizzare una nuova infrastruttura portuale a Pozzallo trae origine da una indagine, eseguita nel 1974, in merito alle previsioni ed alle aspettative degli operatori economici della zona e da uno studio parallelo sulla tendenza dell'impiego dei vettori marittimi per la movimentazione delle merci da e per le industrie locali. Lo studio aveva evidenziato un traffico potenziale via mare nella zona di Pozzallo di circa 500.000 t/anno per gli anni '90, di cui 300.000 t/anno in colli e la parte rimanente in sacchi.
Esso sorge nella parte meridionale della Sicilia orientale, in territorio di Pozzallo (Provincia di Ragusa), a solo 50 miglia marine dell’isola di Malta e quindi nel cuore del Mediterraneo, al centro delle principali rotte tra lo stretto di Gibilterra ed i paesi del nord Africa e del Medio Oriente.
Nel 1979 il Consorzio per l'Area di sviluppo industriale di Ragusa commissionò la progettazione della nuova infrastruttura portuale, in grado di movimentare traffici programmati. Veniva così indicata una soluzione a porto-isola (Allegato 2) che utilizzasse, come collegamento a terra, il pontile esistente ad ovest della città, completando così una infrastruttura portuale avviata negli anni '60 per la movimentazione di carichi liquidi (petroliferi) ed interrotta nel 1966 per le note vicende internazionali che avevano modificato le tendenze evolutive di questi traffici.
Il progetto di massima del nuovo porto venne ultimato nel 1979 ed ottenne il parere favorevole dell'Ufficio del Genio Civile Opere Marittime di Palermo, in merito al rispetto del vigente Piano Regolatore, pur con l'introduzione delle modifiche tecniche necessarie per la movimentazione dei carichi secchi in luogo dei liquidi originariamente previsti.
Gli accosti delle navi, come previsto dal Piano Regolatore, rimanevano, in pratica, a ridosso di una diga foranea ubicata a circa 800 mt. dalla costa; venivano viceversa modificati i collegamenti a terra e le dimensioni delle aree retrostanti gli accosti, per consentire la movimentazione di merci secche su camions o su nastro.
Il Consiglio Superiore dei LL.PP., nel settembre 1980, esprimeva parere favorevole sul progetto esecutivo, con alcuni suggerimenti e prescrizioni, di cui si tenne conto nella progettazione definitiva.
Il primo lotto di lavori furono finanziati nell'ambito degli interventi del "Progetto Speciale n° 2 Sicilia Sud-Orientale" della Cassa per il Mezzogiorno; il secondo lotto dei lavori e il terzo lotto o di completamento generale (Allegato 3), con le modifiche e le integrazioni dettate dalle nuove esigenze funzionari emerse successivamente, sono stati ammessi a finanziamento F.I.O. 84/85 con deliberazione CIPE del 22.02.1984.
Lo scopo di questa relazione
è quello di illustrare l'assetto attuale del porto, le potenzialità
della struttura, i programmi di sviluppo a breve, medio e lungo termine,
i primi costi di gestione, etc..
La realizzazione della nuova struttura portuale di Pozzallo è stata curata dal Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Ragusa, in qualità di Ente concessionario di finanziamenti della ex Cassa per il Mezzogiorno (ora Ministero dei LL.PP.) in tre lotti complementari che hanno determinato la struttura nel suo assetto attuale.
1° Lotto
Il progetto di 1° lotto, redatto dall’Ing. Nicola di Cagno, dall’Ing. Giuseppe Rodriquez, dall’Arch. Pietro Moroni e dall’ing. Alberto Scotti della Polytecna Harris, è stato approvato tecnicamente dal Consiglio Superiore dei LL.PP. con voto n° 68 del 24/09/1980 e finanziato dalla ex Cassa per il Mezzogiorno con delibera del Consiglio di Amministrazione n° 3509/PT del 22/10/1981 per un importo complessivo di £. 25.010.308.000 successivamente elevato a £. 45.085.011.000.
Le opere, che riguardavano la realizzazione di una prima fase della diga foranea con antistante Piazzale e la sistemazione del porticciolo di servizio, hanno avuto inizio il 16/10/1982 e sono stati ultimati in data 05/07/1988.
Gli stessi sono stati collaudati, sia staticamente che amministrativamente, dall’apposita commissione nominata della ex Cas.Mez., con verbale del 31/10/1989.
La concessione tra la ex Cas.Mez. ed il Consorzio A.S.I. di Ragusa è stata già definita con ordinanza Commissariale n° 274 del 07/12/1993 per un importo complessivo dell’opera di 1° lotto pari a £. 44.452.950.806.
2° Lotto
Il progetto di 2° lotto, redatto dall’Ing. Giuseppe Rodriquez e dall’ing. Alberto Scotti della Polytecna Harris, è stato approvato tecnicamente dal Consiglio Superiore dei LL.PP. con voto n° 26 del 10/07/1985 e finanziato dalla ex Cassa per il Mezzogiorno, con l’utilizzo dei fondi F.I.O., con delibera del Commissario di Governo per gli interventi straordinari sul Mezzogiorno n° 2017 del 27/09/1985 per un importo complessivo di £. 41.434.290.000.
Le opere, che riguardavano il completamento della diga foranea con antistante Piazzale, hanno avuto inizio il 28/09/1985 e sono stati ultimati in data 26/03/1988.
Gli stessi sono stati collaudati, sia staticamente che amministrativamente, dall’apposita commissione nominata della ex Cas.Mez. con verbale del 06/03/1992.
La concessione tra la ex Cas.Mez. ed il Consorzio A.S.I. di Ragusa non è stata ancora definita e presenta una utilizzazione di fondi per complessive £. 37.324.676.268 con una economia, e quindi una disponibilità finanziaria, rispetto al quadro economico di progetto pari a £. 4.109.613.732.
3° Lotto
Il progetto di 3° lotto, redatto dall’Ing. Giuseppe Rodriquez e dall’ing. Alberto Scotti della Polytecna Harris, è stato approvato tecnicamente dal Consiglio Superiore dei LL.PP. con voto n° 76 del 05/10/1987 e finanziato dalla ex Agenzia per la promozione dello sviluppo nel Mezzogiorno, con utilizzo dei fondi F.I.O., con delibera del Comitato di Gestione n° 6644 del 26/10/1988 per un importo complessivo di £. 64.802.710.000.
Le opere, che riguardavano la trasformazione del porto isola ad un porto tradizionale a bacino protetto sono stati iniziati in data 06/02/1989 ed ultimati, dopo un lungo periodo di sospensione dovuto alla abrogazione della ex Cas.Mez., in data 14 dicembre 1996.
Gli stessi sono stati collaudati, sia staticamente che amministrativamente, dall’apposita commissione nominata della ex Cas.Mez. con verbale del 15/05/1998.
La concessione tra la ex Cas.Mez., ora Ministero dei LL.PP:, ed il Consorzio A.S.I. di Ragusa non è stata ancora definita. La stessa presenta una utilizzazione di fondi per complessive £. 59.178.017.612 con una economia, e quindi una disponibilità finanziaria, rispetto al quadro economico di progetto pari a £. 5.624.692.388.
In considerazione ai dati sopra esposti l’intervento per la costruzione del porto di Pozzallo ha avuto inizio in data 16/10/1982 ed è stato ultimato, fino al suo assetto attuale, in data 14/12/1996.
I lavori dei tre lotti sono stati realizzati dall’A.T.I. I.R.A. (Capogruppo) – COGEI (Mandante) – DRAGOMAR (Mandante) e sono stati diretti dal Dr. Ing. Giuseppe Rodriquez, nella qualità di Direttore dei Lavori, e dal Prof. Ing. Vittorio Mosco, nella qualità di Ingegnere Capo dei Lavori.
La spesa dell’opera, fino
alla data odierna, ammonta a complessive £.140.955.647.686 così
desunto:
| INTERVENTO | IMPORTO QUADRO ECONOMICO DI FINANZIAMENTO | IMPORTO SPESA RENDICONTATA | IMPORTO ECONOMIE |
| 1° lotto | £. 44.452.950.806 | £. 44.452.950.806 | -------- |
| 2° lotto | £. 41.434.290.000 | £. 37.324.676.268 | £. 4.109.613.732 |
| 3° lotto | £. 64.802.710.000 | £. 59.178.017.612 | £. 5.624.692.388 |
| TOTALI | £. 151.322.011.000 | £. 140.955.647.686 | £. 9.734.306.120 |
Nella sua configurazione attuale (3° Lotto), il porto di Pozzallo è costituito da una diga foranea dello sviluppo di circa 1.645 mt. in gran parte banchinata, una diga di collegamento tra questa e la terra ferma della lunghezza di circa 810 mt., un molo sottoflutto delimitante lo specchio acqueo interno, della lunghezza di circa 470 mt., una banchina di riva dello sviluppo di circa 340 mt, una banchina di raccordo dello sviluppo di 80 mt.. un piazzale foraneo ed uno di riva, con annessi fabbricati di servizio ed un porticciolo turistico-peschereccio ubicato a ridosso della radice del molo sottoflutto.
Per le strutture del porto, quali cassoni e massi di banchina, muri frangiflutti, sovrastrutture e massi artificiali Antifer, sono stati impiegati calcestruzzi di classe Rck 250 ed Rck 300 (solo per i cassoni) a base di cemento pozzolanico tipo 325, in modo da ottenere elevata resistenza all'aggressivo ambiente marino.
Le prescrizioni del capitolato imponevano per i calcestruzzi di tutte le strutture un peso specifico non inferiore a 2,25 t/m3 e a 2,35 t/m3 per i massi Antifer da 30 tonnellate.
Considerata la tipologia delle opere da realizzare e le loro caratteristiche dimensionali, per il confezionamento dei relativi calcestruzzi sono stati impiegati inerti calcarei di cava con diametro massimo di 50 mm. (30 mm. nel caso dei cassoni cellulari), dosati secondo opportune curve granulometriche.
Per consentire il raggiungimento del peso specifico richiesto per i massi Antifer da 30 t., agli inerti di cava sono stati aggiunti inerti di origine fluviale costituiti da calcare duro opportunamente frantumato.
Le miscele, dosate con almeno 300 kg. di cemento per metro cubo di impasto, sono state arricchite (nella misura dell'1% circa del peso del cemento) da additivi superfluidificanti in modo da poter contenere il rapporto acqua/cemento entro valori vicini allo 0,50, con conseguenti vantaggi circa la resistenza e compattezza dei getti, nonché la migliore lavorabilità degli impasti.
Diga foranea
La diga foranea è del tipo "a scogliera", tale cioè da fornire protezione nei confronti del moto ondoso dissipandone l'energia tramite il frangimento.
Detta soluzione è stata prescelta nei confronti della tipologia a parete verticale a motivo della maggiore flessibilità dell'opera ai cedimenti derivanti dalla scarsa consistenza dello strato superficiale di fondazione, delle minori erosioni prevedibili al piede dell'opera, della minore interferenza con il naturale equilibrio dei fondali, nonché della maggiore difesa alla tracimazione del moto ondoso.
Per quanto concerne le principali caratteristiche dimensionali, la diga foranea ha uno sviluppo lineare di circa 1.045 mt., di cui 572 mt. di tratto centrale rettilineo banchinato e 166 mt. e 307 mt. di raccordi anulari rispettivamente con la testata Est e con la diga di collegamento ad Ovest.
La diga, imbasata su fondali variabili da circa -10,00 mt. a circa -13,00 mt, sotto il profilo costruttivo risulta costituita, nella sua sezione corrente, da un nucleo in tout-venant di cava, di peso variabile tra 0,1 e 1000 kg., eseguito via mare con bette e parzialmente via terra; la pezzatura del misto in tout-venant è stata adottata per resistere all'azione del moto ondoso nei tratti scoperti del nucleo nella fase costruttiva di avanzamento.
Il nucleo risulta protetto sul lato mare da due mantellate intermedie in massi naturali, con funzioni di filtro: la prima, formata da massi di peso variabile da 50 a 1000 kg., per uno spessore di 1,50 mt, posata direttamente sul nucleo e risvoltata al piede esterno di questo, determina sia il sostegno degli strati di scogli di categoria superiore che la difesa del tratto di fondale antistante l'opera da possibili fenomeni erosivi. La seconda mantellata, formata da massi di peso variabile da 1 a 3 t., posata sopra la precedente per uno spessore di 2,50 mt., assicura in ogni punto la presenza di almeno due massi sovrapposti.
Al di sopra delle predette mantellate è stato realizzato il rivestimento esterno in massi artificiali, dello spessore di circa 4,15 mt, costituito da elementi pseudo-cubici tipo "Antifer" in calcestruzzo non armato del peso pari a 19 t. (30 t. nelle testate): tale mantellata esterna si imposta inferiormente su una berma in massi naturali del peso di 3-5 t. e dello spessore di 4,00 mt.
Per quanto concerne la zona interna del porto, nel tratto sprovvisto di banchina, il nucleo risulta protetto da due mantellate realizzate in massi naturali: la prima costituita da massi da 1-3 t. con funzione di filtro, la seconda costituita da massi da 3-7 t. con funzione di difesa.
Viceversa, nel tratto corrispondente alla banchina, il nucleo della diga risulta protetto, verso l'interno, da uno strato di tessuto-non-tessuto (peso di circa 600 gr./m2) posto su uno strato di intasamento in pietrisco (spessore di 30 cm.) con funzione di filtro tra il tout-venant del nucleo ed il riempimento in materiale sciolto costituente il terrapieno a ridosso dei cassoni di banchina.
Superiormente la diga risulta completata dal muro paraonde in calcestruzzo, fondato direttamente sulla sommità del nucleo a quota +3,20 mt, sul quale risvoltano le diverse mantellate lato mare e lato terra nei tratti non banchinati.
La struttura del muro paraonde, che si eleva fino a quota +12,00 mt sul I.m.m., presenta sezione ad U asimmetrica riempita internamente con massi naturali da 1-3 t., in modo da aumentarne la stabilità e l'assorbimento del moto ondoso.
La diga foranea termina nella zona Est del porto con una testata, sulla quale sono installati i necessari impianti di segnalamento: questa risulta protetta da mantellate realizzate con massi "Antifer"di 30 t. e con pendenza ridotta da 1:1,5 ad 1:2 in modo da ottenere maggiore sicurezza nei confronti dell'attacco obliquo dei marosi e degli effetti dovuti alla diffrazione delle onde.
Tale soluzione è risultata più stabile rispetto alla adozione di mantellata con massi di maggior peso disposti a parità dipendenza.
Diga di collegamento alla terraferma
La diga di collegamento alla terraferma unisce l'estremità di ponente della diga foranea con la costa in prossimità della punta Raganzino, per uno sviluppo complessivo di circa 810 mt. su fondali massimi di circa -9,50 metri.
Anche questa è del tipo a scogliera con sezione del tutto analoga a quella precedentemente descritta, ma con mantellata esterna lato mare costituita dal massi artificiali tipo "Antifer" di peso ridotto da 19 t . a 10 t., ubicati nel tratto corrispondente alle maggiori profondità, per uno sviluppo di circa 490 mt.
Anche tale diga risulta completata dal muro paraonde in calcestruzzo, a semplice sezione trapezia, che si eleva gradualmente da +4,50 mt. fino a +9,00 mt. sul l.m.m., in corrispondenza dell'attacco con il muro della diga foranea.
La sommità della diga di collegamento, per una larghezza di 10,50 mt, è percorribile da mezzi pesanti gommati addetti alla movimentazione delle merci tra la banchina foranea ed il piazzale di riva.
Lungo il margine interno di tale collegamento sono ubicati appositi cunicoli contenenti le tubazioni ed i cavidotti per l'alimentazione degli impianti tecnologici situati lungo la diga foranea.
Molo di sottoflutto
Il molo di sottoflutto, dello sviluppo di circa 470 mt, è posto a protezione della banchina di riva, delimitando lo specchio acqueo interno del porto.
Strutturalmente presenta una formazione a scogliera con nucleo in tout-venant da 0,1-1000 kg., protetto da una mantellata interna in massi naturali di 1a categoria (50 -1000 kg.) e da una mantellata esterna in massi naturali del peso 24 t., impostate su fondali variabili da -4,00 mt. a -9,30 mt.
Banchine
Nel porto sono state previste due banchine principali per l'ormeggio delle navi di massimo tonnellaggio previste in progetto, impostate su fondali di -11,00 mt., e banchine secondarie su fondali di -7,00 mt, destinate ad accogliere natanti di stazza inferiore.
Le banchine principali, ubicate rispettivamente lungo la parte interna della diga foranea per uno sviluppo di circa 572 mt. e lungo il piazzale di riva per uno sviluppo di circa 340 mt., sono realizzate con cassoni cellulari prefabbricati in c.a., rispettivamente in numero di 22 (diga foranea) e 11 (banchina di riva). I sopraddetti cassoni (delle dimensioni di 30,94 x 11,00 x 11,50 mt. per la banchina di riva e di 26,00 x 11,00x 11,50 mt. per la banchina foranea) sono stati prefabbricati presso la Società Fincosit di Taranto e rimorchiati in galleggiamento sul luogo di posa ove sono stati imbasati su scanni in pietrame dello spessore di 2,00 mt. (pezzatura 5-30 kg.) opportunamente spianati, in modo da ottenere, ad assestamenti avvenuti, la quota di imposta prevista pari a -11,00 metri.
Una volta definitivamente posizionati, i cassoni sono stati rinfiancati con tout-venant (peso 0,1 - 1000 kg.) e la zona tra il rinfianco ed il nucleo della diga riempito con materiale sciolto (sabbia e ghiaia).
Infine, superiormente ai cassoni è stata realizzata, in calcestruzzo di cemento debolmente armato, la sovrastruttura di banchina che ospita cunicoli per i cavidotti elettrici ed idrici con i relativi pozzetti di ispezione ed alla quale sono ancorate le bitte e le difese elastiche delle banchine.
Per i fondali fino a -7,00 mt., le banchine sono state invece realizzate con massi artificiali in calcestruzzo (di dimensioni variabili da 5,50 x 2,00 x 2,50 mt. a 3,50 x 2,00 x 2,50 mt.) posati in tre strati e fondati su idoneo imbasamento in pietrame (peso 5-30 kg.). Effettuata la posa in opera, detti massi sono stati rinfiancati da tout-venant (peso 0,1-1000 kg.) e completati superiormente mediante getto in opera della sovrastruttura di banchina, con spessore variabile da 1,10 mt. a 2,00 mt., in funzione delle quote dei retrostanti piazzali.
Porto di servizio
Nella zona nord-est del piazzale risulta altresì ubicato il porto di servizio che, realizzato dall'Impresa per ospitare i propri mezzi marittimi (rimorchiatori, pontoni, bette, ecc.) nelle fasi di costruzione della diga foranea, è stato successivamente ultimato con il completamento della darsena, delle sovrastrutture e dei relativi arredi di banchina.
Tale porto ha assunto così la funzione di porto turistico e peschereccio, destinato ad accogliere natanti di ridotte dimensioni e pescaggio.
Piazzali, edifici portuali,
impianti
Nella diga foranea, a ridosso del muro paraonde e per tutta l'estensione dello stesso, si sviluppa un ampio piazzale (delle dimensioni di circa 50 x 600 mt.) dove si svolgono le principali operazioni portuali (carico e scarico delle merci, ecc.).
Il piazzale a terra, destinato invece allo stoccaggio ed alla movimentazione delle merci, si sviluppa su un'area di circa 10 ettari alle spalle della banchina di riva. Detto piazzale, impostato tra quote variabili da +1,50 m a +3,20 m, è stato realizzato mediante riempimento delle zone retrostanti i cassoni di banchina con materiale proveniente dai dragaggi dei fondali (circa 300.000 m3) e successivamente pavimentato in conglomerato bituminoso.
La predetta area, dotata dei necessari raccordi con il piazzale retrostante il porto di servizio ubicato a quota inferiore, risulta collegata, tramite una apposita bretella stradale, alla tangenziale per la zona industriale di Ragusa.
Nel piazzale di riva sono ubicati gli edifici necessari allo svolgimento delle varie operazioni portuali, gli edifici tecnologici ai quali fanno capo i diversi impianti, nonché le principali opere civili a servizio degli impianti, quali cavidotti, cunicoli e relativi pozzetti di ispezione.
Tra gli edifici, realizzati mediante struttura portante tradizionale in c.a., assumono maggiore rilevanza il fabbricato servizi, il magazzino ed il varco doganale adibito alle varie utenze portuali.
L’opera risulta infine completata
dai principali impianti tecnologici come gli impianti idrico e di acqua
potabile, l’impianto antincendio, l’impianto fognante per acque nere, l’impianto
di drenaggio per le acque meteoriche, l’impianto di segnalamento e l’impianto
elettrico di illuminazione e forza motrice con relative cabine di trasformazione.
L’attuale struttura portuale di Pozzallo è ancorata alla varante urbanistica redatta dal Genio Civile OO.MM. di Palermo ed approvata dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente con D.A. n° 1013/87 del 25/07/1987.
Oltre alle previsioni strutturali, detta variante ha classificato il Porto di Pozzallo quale struttura di 2a categoria 3a classe ed ha previsto, altresì, una destinazione di utilizzo delle banchine realizzate (Allegato 5) dove si evidenziano, in particolare, quattro settori principali:
Nel 1991 il Genio Civile di Palermo, su indicazione del Consorzio A.S.I. di Ragusa, ha prodotto una ulteriore variante urbanistica alla struttura portuale che prevedeva la realizzazione di un ulteriore molo sottoflutto a protezione del porto di servizio con la contestuale creazione di un bacino protetto idoneo ad ospitare circa 800 posti barca (Allegato 7). Nella medesima variante era prevista la modifica ed ampliamento dell’edificio servizi per adeguarlo alle reali esigenze degli Enti ed Autorità preposti alla vigilanza delle operazioni portuali.
Detta variante, che aveva ottenuto tutti i pareti favorevoli da parte degli Enti demandati ad esprimerli per Legge, (art.30 L.R. 21/1985) è stata respinta dal C.R.U. con voto n° 833 del 14/07/1993 perché venisse integrata della relazione di impatto ambientale e del parere del Comune di Pozzallo in quanto parte delle opere a terra interferivano con il territorio comunale.
Nel 1996, con proprio Decreto
n° 5/96 del 05/12/1996, l’Autorità Marittima competente, di
concerto con il comune di Pozzallo, ha adottato, ai sensi dell’art.5 della
Legge 28/01/1994, n° 84, un piano di destinazione funzionale delle
aree e delle banchine portuali del Porto di Pozzallo (Allegato
8). Tale piano, trasmesso all’Assessorato Regionale Territorio ed
ambiente in data 16/12/1996 alla data odierna non ha ancora ottenuto la
prescritta approvazione.
Com’è noto ai sensi dell’art.32 dello Statuto siciliano i beni del demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella Regione, sono assegnati alla Regione stessa, eccetto quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale.
In considerazione di quanto precede, al fine di consentire la realizzazione della struttura portuale di Pozzallo, la Regione Siciliana, per mezzo della Capitaneria di Porto di Siracusa, ha consegnato, con due distinti verbali, rispettivamente del 21/05/1982, autorizzato dall’Assessorato regionale Territorio ed ambiente con nota prot. 1615 del 20/02/1982, e del 06/04/1989, autorizzato dall’Assessorato regionale Territorio ed ambiente con nota prot. 14902 del 18/03/1989, alla ex Cas.Mez., le aree demaniali dove doveva sorgere la struttura in argomento.
A seguito della ultimazione dei vari lotti dei lavori si è proceduto alla riconsegna parziale da parte della ex Cas.Mez. alla Regione Siciliana, e per essa alla Capitaneria di Porto di Siracusa, delle strutture realizzate, e ciò è avvenuto con tre distinti verbali di riconsegna rispettivamente del 25/10/1990, del 23/07/1993 e del 07/11/1998.
| NUMERO APPRODI TURISTICI | ||||||||||
| TIPO DI IMBARCAZIONE | ANNO | TOTALI | ||||||||
| 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | ||
| CATAMARANO | 182 | 133 | 123 | 165 | 264 | 279 | 189 | 209 | 305 | 1.849 |
| TRAGHETTO | - | - | 2 | 60 | 62 | 57 | - | 54 | 20 | 255 |
| TOTALI | 182 | 133 | 125 | 225 | 326 | 336 | 189 | 263 | 325 | 2.104 |
| NUMERO PASSEGGERI IN TRANSITO | ||||||||||
| PASSEGGERI | ANNO | TOTALI | ||||||||
| 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | ||
| SBARCATI | 21.937 | 21.083 | 19.241 | 36.863 | 39.491 | 41.478 | 36.615 | 39.439 | 50.485 | 306.632 |
| IMBARCATI | 17.074 | 21.306 | 18.215 | 35.906 | 38.987 | 42.170 | 34.812 | 38.553 | 49.130 | 296.153 |
| TOTALI | 39.011 | 42.38 | 37.456 | 72.769 | 78.478 | 83.648 | 71.427 | 77.992 | 99.615 | 602.785 |
| NUMERO AUTOVETTURE IN TRANSITO | ||||||||||
| AUTOVETTURE | ANNO | TOTALI | ||||||||
| 1990 | 1991 | 1992 | 1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | ||
| SBARCATI | - | - | - | 1.400 | 1.215 | 1.730 | - | 294 | 1.131 | 5.770 |
| IMBARCATI | - | - | - | 1.600 | 1.404 | 1.921 | - | 301 | 918 | 6.144 |
| TOTALI | - | - | - | 3.000 | 2.619 | 3.651 | - | 595 | 2.049 | 11.914 |

| ANNO | MOVIMENTAZIONE MERCI | TOTALI | ||
| Nr. NAVI | SBARCATE | IMBARCATE | ||
| 1990 | - | - | - | - |
| 1991 | 17 | 25.722 | 5.670 | 31.392 |
| 1992 | 64 | 126.600 | 1.149 | 127.749 |
| 1993 | 59 | 121.349 | 695 | 122.044 |
| 1994 | 69 | 115.078 | 778 | 115.856 |
| 1995 | 90 | 167.842 | 27.597 | 195.439 |
| 1996 | 96 | 140.242 | 17.649 | 157.891 |
| 1997 | 137 | 169.055 | 54.734 | 223.789 |
| 1998 | 177 | 210.795 | 105.622 | 316.417 |
| TOTALI | 709 | 1.076.683 | 213.894 | 1.290.577 |
In conformità alle previsioni urbanistiche ed alle indicazioni di sviluppo fornite dalla Regione Siciliana con la L.R. 23 del 18/05/1991 che, al 1° comma dell’art.17 dispone: "Il Consorzio per l’area di sviluppo industriale di Ragusa è autorizzato a promuovere iniziative per la realizzazione nel Porto di Pozzallo e nel limitrofo entroterra, di una base di servizio per gli impianti a mare di ricerca e coltivazione di idrocarburi ", il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Ragusa, con l’ausilio della società Italimpianti (ora Iritecna società in liquidazione) ha redatto un progetto generale di massima ed un progetto di 1° stralcio funzionale per la realizzazione di una base di servizio "off-shore" di supporto alle operazioni di ricerca e produzione di idrocarburi nel Mediterraneo ed alle attività portuali dello scalo marittimo di Pozzallo.
Il progetto generale di massima, dell’importo di £. 120.000.000.000, ed il progetto di 1° stralcio funzionale, dell’importo di £. 41.000.000.000, sono stati approvati tecnicamente dal C.T.A.R. con voto n° 20366 espresso nell’adunanza del 17/07/1992 e risoluzione del 23/10/1992.
Sulla base della residua disponibilità finanziaria sull’impegno di spesa assunto dalla Regione Siciliana con la L.R. 23 del 18/05/1991, il Consorzio A.S.I. di Ragusa ha redatto un ulteriore progetto stralcio del 1° lotto funzionale dell’importo complessivo di £. 20.000.000.000 che è stato approvato e finanziato dall’Assessorato Regionale Industria con D.A. n° 2200 del 28/12/1995.
Detti lavori, appaltate in data 30/04/1996 all’A.T.I. SAISEB (Capogruppo) – Iurato Geom. Guglielmo (Mandante) sono tuttora in corso di esecuzione e la loro ultimazione è prevista per il prossimo 24/01/1999.
Con tale progetto si prevede la realizzazione delle seguenti opere che si integrano alla struttura portuale già realizzata:
L’esperienza acquisita durante la esecuzione dei lavori e le indicazione fornite dagli operatori economici locali, hanno indotto il Consorzio a programmare una serie di interventi a completamento della struttura portuale in argomento ciò al fine di rendere lo scalo marittimo più efficiente e funzionale.
Per le opere programmate si è tenuto conto sia della esigenza temporale delle infrastrutture di completamento sia sulla possibilità di acquisire i finanziamenti necessari per la loro realizzazione.
Si è così stilato un elenco di opere e forniture da realizzare distinti temporalmente in tre periodi differenti, a breve a medio ed a lungo termine.
Opere programmate a breve termine:
Rientrano in questo primo elenco di opere quelle strutture e forniture che si rendono immediatamente indispensabili per una efficiente ed efficace operatività del porto stesso.
| Nr. | DENOMINAZIONE DELL’OPERA | TIPO DI OPERA | LIVELLO DEL PROGETTO | SPESA PREVISTA Milioni |
| 01 |
Progetto per la fornitura in opera di n° 2 bilici |
Completamento | Esecutivo | 213 |
| 02 |
Progetto per la formazione dell’impianto di climatizzazione negli edifici realizzati nella struttura portuale di Pozzallo |
Completamento | Esecutivo | 445 |
| 03 |
Progetto per la realizzazione del pennello a est di protezione del porto servizi |
Completamento | Esecutivo | 262 |
| 04 |
Progetto per la sistemazione della strada di collegamento tra il Porto e la città di Pozzallo nel versante Est |
Completamento | Esecutivo | 440 |
| 05 |
Progetto dei lavori urgenti di dragaggio del canale di accesso del porto commerciale |
Completamento | Esecutivo | 725 |
| 06 |
Progetto per la fornitura in opera dei corpi illuminanti negli edifici realizzati nella struttura portuale di Pozzallo |
Completamento | Esecutivo | 90 |
| 07 |
Progetto per la realizzazione della rete telefonica quale opera di urbanizzazione primaria della struttura portuale |
Completamento | Preliminare | 309 |
| 08 | Progetto per la realizzazione di uno scivolo nel tratto di banchina di riva non banchinato e nel piazzale a cerniera tra la diga di collegamento e la diga foranea nonché di corpi morti nella banchina a –7,00 mt., parabordi nella banchina terminale del porto di servizio ulteriori bitte da 100 t. | Completamento | Preliminare | 194 |
Rientrano in questo secondo elenco di opere quelle strutture che si rendono necessarie il completamento della struttura portuale di Pozzallo nel suo assetto programmatico definitivo.
| Nr. | DENOMINAZIONE DELL’OPERA | TIPO DI OPERA | LIVELLO DEL PROGETTO | SPESA PREVISTA Miliardi |
| 01 | Progetto per il completamento della struttura portuale di Pozzallo con la realizzazione di un molo sottoflutto ad est con conseguente bacino per approdi turistici da 800 posti barca, ed ampliamento degli edifici servizi alle esigenze della Capitaneria di Porto. | Completamento | Preliminare | 30 |
| 02 | Completamento del progetto per la realizzazione di una base di servizio "off-shore" di supporto alle operazioni di ricerca e produzione di idrocarburi nel Mediterraneo ed alle attività portuali dello scalo marittimo di Pozzallo. | Completamento | Preliminare | 100 |
Il progetto in esame riguarda il completamento della struttura portuale di Pozzallo con la realizzazione di un bacino turistico posizionato sul litorale est tra il porto di servizio e l'abitato di Pozzallo.
La realizzazione dell’opera si rende necessaria per impedire che il trasporto di materiale solido in direzione est-ovest lungo la costa provocasse l'insabbiamento dell'imboccatura del porto di servizio..
Il progetto scaturisce dallo studio di variante urbanistica proposto dal Consorzio e redatto dal Genio Civile OO.MM. di Palermo nel 1991.
Gli interventi programmati riguardano:
| A) Lavori a base d’asta | £. 21.323.412.000 | £. 21.323.412.000 |
| B) Somme a disposizione dell’Amministrazione | ||
|
£. 2.132.341.200 | |
|
£. 4.691.150.640 | |
|
£. 1.853.096.160 | |
| Sommano | £. 8.676.588.000 | £. 8.676.588.000 |
| TOTALE INTERVENTO | £. 30.000.000.000 | |
Sulla base dell’impegno finanziari assunto con la Legge Regionale 23/1991 il Consorzio A.S.I. di Ragusa ha predisposto il progetto generale ed il progetto funzionale di 1° stralcio relativi ai lavori di costruzione della base "Off-Shore" di supporto alle operazioni di ricerca e produzione di idrocarburi nel Mediterraneo.
Il progetto generale in argomento prevede altresì il completamento delle opere a terra del porto mercantile con le necessarie attrezzature di movimentazione e la realizzazione di una base ecologica attrezzata per lo studio ed il disinquinamento del tratto di costa che va da Gela a Siracusa.
L’importo complessivo del
progetto di massima, così come approvato dal C.T.A.R. nella seduta
del 23.10.1992 voto 20336, ammonta a £. 120.000.000.000 dai quali
detratti le opere già appaltate per £. 20.000.000.000 da una
previsione di spesa del progetto di completamento, inserito nel presente
piano, pari a £. 100.000.000.000 così distinto:
| A) Lavori a base d’asta | £. 35.359.562.281 | £. 35.359.562.281 |
| B) Somme a disposizione dell’Amministrazione | ||
|
£. 32.906.955.750 | |
|
£. 84.740.000 | |
|
£. 1.443.661.939 | |
|
£. 5.685.700.000 | |
|
£. 14.539.932.025 | |
|
£. 9.949.448.005 | |
| Sommano | £. 64.640.437.719 | £. 64.640.437.719 |
| TOTALE INTERVENTO | £. 100.000.000.000 | |
Per il primo livello programmatico il Consorzio A.S.I. di Ragusa punta sul recupero della disponibilità finanziaria derivante dalle economie manifestatesi nella realizzazione del 3° lotto di costruzione del porto di Pozzallo. A tal proposito tutti i progetti esecutivi sono stati già trasmessi al Ministero dei LL.PP. per la preventiva autorizzazione.
Discorso a parte va riservato
all’opera programmata a medio termine per la quale, oltre alla disponibilità
residua delle economie manifestatesi per la costruzione del 2° e 3°
lotto, il Consorzio ha già avanzato istanza tendente all’inserimento
dell’opera nei piani di riparto delle risorse di cui all’art.1 delle Legge
208/98.
La provincia di Ragusa presenta oggi una situazione di grave carenza strutturale sia dei sistema viario che di quello ferroviario; circostanze queste che compromettendo gravemente l'efficacia dei sistema di comunicazione e di trasporto, e quindi penalizzano fortemente la compatibilità dei sistema produttivo. Basti pensare che tutta la merce in uscita raggiunge i mercati di destinazione su gomma .
Di contro nell'area della provincia, e più precisamente a Pozzallo, esiste una scalo marittimo, nuovo, realizzato con criteri moderni, dotato di buone strutture, che opportunamente equipaggiato permetterebbe di aprire in tempi realmente brevi, una nuova via intermodale di trasporto che consentirebbe di abbattere costi, tempi e disagi di trasporto, con evidenti benefici per tutti i settori produttivi.
Il porto di Pozzallo si trova inserito in un contesto geografico (la Sicilia Sud-Orientale) caratterizzato dalla presenza di numerosi porti attrezzati, sia nel settore industriale che in quello mercantile (Catania, Siracusa, Augusta, Gela, Licata).
E’ naturale quindi che Pozzallo debba inserirsi armonicamente nell'ambito del sistema dei porti citati.
Pertanto il successo del porto appare legato ai seguenti fattori critici:
Il vantaggi rimarchevole del porto di Pozzallo, in questa ottica, consistono nei seguenti fattori:
Indagini tecnico-economiche e di mercato sviluppate negli anni passati, hanno individuato alcuni settori merceologici già oggi di discreta importanza, e in fase di sviluppo, relativi ad attività economiche che sono suscettibili di generare traffici portuali a Pozzallo.
Queste attività sono concentrate in un'area che è all'incirca coincidente con la provincia di Ragusa, ma che abbraccia anche parte di quella di Siracusa e di Catania.
I settori merceologici suddetti possono dare luogo ad attività portuale di duplice carattere mercantile ed industriale.
Settore mercantile
Dal punto di vista dell'uso mercantile del porto, si possono distinguere i seguenti principali settori merceologici:
Il settore Industriale è collegato alla presenza nell’area del Consorzio ASI di Ragusa e di Modica-Pozzallo di una serie di attività industriali dei quali:
Malgrado l’attuale distensione internazionale sui traffici petroliferi non può tenere conto che nello specchio acqueo antistante la costa iblea sono presenti i maggiori giacimenti petroliferi Italiani allo stato non utilizzati o parzialmente utilizzati.
Le attività di ricerca, perforazione e gestione di giacimenti petroliferi "off-shore" richiedono un adeguato supporto a terra, (Base Operativa) dove si possa effettuare:
Servizio di Difesa delle Coste
Un servizio di difesa delle coste nel porto di Pozzallo appare giustificato in virtù delle seguenti considerazioni:
Servizio di riparazioni navali per unità minori
Un centro specializzato per riparazioni ad unità, navali di piccolo e medio tonnellaggio ( fino a 1.000 tonnellate di stazza lorda) può rappresentare, per il porto di Pozzallo, una attività, di servizio di tutto rilievo.
Infatti, la vicinanza con porti sede di attività peschereccia come Siracusa, Portopalo, Marzamemi, Scoglitti, la potenziale presenza in loco della Base Operativa "Off-shore" e del Centro Antinquinamento, sono tali da concentrare su Pozzallo l'interesse per una struttura specializzata che, attualmente, non è disponibile presso nessuno scalo della costa sudorientale siciliana.
Il Cantiere in oggetto dovrà essere attrezzato per la messa in secco delle navi e dovrà, essere in grado di dare assistenza simultaneamente a tre unita'.
Esso potrà servire i pescherecci, le navi appoggio e di tipo "supply", nonché unità da diporto.
Il cantiere dovrà essere in grado di assicurare le riparazioni contemporaneamente a più navi e, pertanto sarà dotato di un sofisticato sistema di sollevamento e trasferimento in area di lavoro.
Servizio al turismo
Nell’analisi delle potenzialità del Porto di Pozzallo non può escludersi l’attività turistica che ha registrato negli anni precedenti un importante afflusso di passeggeri in transito, pertanto, benché nelle previsioni progettuali per lo scalo marittimo di Pozzallo, almeno nella priva fase, non è stato esaminato un traffico turistico stanziale di rilevanti proporzioni, la struttura potrà comunque offrire idonei servizi come ad esempio:
La proposta di utilizzo delle aree portuali non può prescindere dall’assetto definito programmato della struttura.
Nonostante ciò non può ipotizzarsi di rendere lo scalo marittimo di Pozzallo inoperoso fino al suo completamento strutturale. Del resto tale stato di fatto non è mai stato messo in discussione visto che sin dal 1990, con la prima riconsegna parziale, delle strutture completate, all’Autorità Marittima competente, si sono avviate le prime attività commerciali e turistiche che hanno visto, anno dopo anno, l’incremento della propria operatività.
In considerazione di quanto precede si è proceduto allo studio di due proposte di utilizzo, la prima a completamento della struttura portuale nel suo assetto programmato e la seconda alla struttura portuale nel suo assetto attuale.
Proposta di sistemazione del porto al completamento delle strutture programmate
La proposta di sistemazione del porto al completamento delle strutture programmate non è altro che la distribuzione delle varie attività secondo le previsioni progettuali (Allegato 13) che individuano anche la destinazione d’uso delle singole parti strutturali.
Per tali ragioni si demanda al progetto complessivo che ad eccezione dei piccoli servizi quali la distribuzione del carburante e la sistemazione delle aree per cantieristica, in seno dei propri elaborati grafici prevedono già la destinazione d’uso delle singole strutture.
Proposta di sistemazione del porto allo stato attuale
Cosa ben diversa e la proposta di sistemazione del porto allo stato attuale in quanto bisogna conciliare le esigenze attuali delle variegate attività portuali con i programmi di completamento della struttura.
Per tale ragione si consiglia che le singole concessioni demaniali, rilasciate agli utenti interessati, non abbiano una durata superiore al periodo minimo previsto dalla normativa pari ad un quadriennio.
Fatte queste brevi considerazioni la proposta del consorzio è la seguente (Allegato 14):
Esso accoglierà in particolare gli accosti destinati allo sbarco sia di materiali sfusi (sbarco diretto da nave ad autocarro a mezzo tramoggia, senza sosta intermedia sul piazzale) che non richiedono pertanto aree particolarmente ampie a tergo delle banchine, sia di carichi generali, in gran parte unitizzati come coils, carichi pallettizzati e preimbragati, che invece utilizzano lo sbarco e l'imbarco indiretto, cioè con sosta temporanea a piazzale, per i quali è disponibile un'area, al netto degli spazi di manovra, di circa 25.000 metri quadrati per lo stoccaggio all'aperto.
La banchina foranea disporrà globalmente di tre accosti in linea.
Le operazioni di sbarco/imbarco dovranno avvenire a mezzo di un pool di gru mobili (su gomme) di vario sbraccio e portata, in grado di operare con gancio, benna o "spreader", a seconda del tipo di carichi, e pertanto di impiego intercambiabile. Questa scelta rappresenta la soluzione più flessibile e più, efficiente per servire un traffico diversificato come quello indicato.
La movimentazione delle merci generali sul piazzale saranno realizzate a mezzo di carrelli elevatori con forche o con spreader (colli tradizionali o containers).
Il relativo piazzale, opportunamente organizzato con segnaletica orizzontale (Allegato 15), sarà destinato alla sosta dei mezzi di imbarco sui traghetti dimensionato per ricevere circa n° 160 autovetture e n° 13 autobus.
L’area di piazzale destinata all’attività turistica si estende fino al magazzino doganale dove potrà reperirsi un’area coperta di prima accoglienza dei passeggeri nonché un’area coperta (all’interno degli uffici doganali a P.T.) dove potranno svolgersi le attività di controllo demandate alle autorità competenti.
L’altra metà della banchina di riva potrà essere destinata ai trasporti Ro-Ro delle merci agro-alimentare.
Il relativo piazzale destinato a tale attività opportunamente organizzato con segnaletica orizzontale (Allegato 16), sarà destinato alla sosta dei mezzi da imbarcare sulle navi traghetto ed è dimensionato per ricevere circa n° 184 autotreni e/o autoarticolati.
La disposizione dei mezzi è stata studiata in modo tale da consentire eventualmente la predisposizione di colonnine elettriche per la refrigerazione in sosta dei beni deperibili.
Nel caso che il piazzale di sosta risulti insufficiente per le operazioni di che trattasi potrà mettersi a disposizione dell’attività programmata il piazzale della base off-shore in corso di esecuzione da parte del Consorzio A.S.I. ed ubicato alle spalle della banchina di riva
Per le operazioni preventivate nella banchina di riva non necessitano, allo stato, particolari attrezzature di sbarco ed imbarco.
La banchina di riva sarà destinata anche ad alloggiare i mezzi di servizio quali rimorchiatori, etc:
Completa lo studio di sistemazione
delle aree portuale una zona, lungo la diga di collegamento, a ridosso
del piazzale destinato alla cantieristica, dove ubicare una stazione di
carburante per i grossi natanti.
Come precedentemente detto la struttura portuali è stata classificata come struttura di 2a categoria 3 a classe e quindi uno scalo prevalentemente a carattere regionale.
I costi di gestione per tali strutture sono demandati alla Regione Siciliana e per Essa dall’Assessorato Regionale ai LL.PP.
Dalla esperienza acquisita durante la esecuzione dei lavori, nonché dalla conoscenza dei macchinari ed attrezzature presenti nello scalo in argomento si è abbozzato una ipotesi di costi di gestione che riguardano prevalentemente i seguenti servizi;
La struttura portuale è dotata della linea di distribuzione idrica potabile per gli edifici realizzati e per le manichette lungo le banchine di approdo, nonché di una rete di primo avvio dell’impianto antincendio con acqua dolce.
La fornitura idrica dovrà essere garantita dal Consorzio A.S.I. di Ragusa alla cui rete è allacciata la linea di distribuzione portuale.
Per i macchinari elettromeccanici presenti nella struttura sono previste le seguenti operazioni di manutenzione ordinaria e programmata:
IMPIANTO ANTINCENDIO
Controlli:
Controlli:
b) Gestione della rete fognante;
Il box servizi posto nella diga foranea invece è dotato di un mini impianto di depurazione che scarica le acque trattate direttamente a mare.
Per i macchinari elettromeccanici presenti nella struttura sono previste le seguenti operazioni di manutenzione ordinaria e programmata:
Dalla cabina di trasformazione si dipartono i quadri generali di comando che sezionano in ogni sua parte la rete di distribuzione elettrica dell’intera struttura.
In caso di mancanza di energia elettrica la struttura è inoltre dotata di gruppi elettrogeni di adeguata potenza.
Per la illuminazione esterna dei piazzali esiste un sistema di illuminazione a torri faro (n° 19) ed una rete di pubblica illuminazione.
I controllo manutentivi vengono mirati prevalentemente al funzionamento dei gruppi elettrogeni e riguardano in particolare:
Controlli:
PREVISIONE COSTI DI GESTIONE:
| -
Personale di Gestione
N° 3 unità per ore 1760 x £. 35.000 |
£. 184.800.000 |
| -
Costo fornitura idrica
mc. 10.000 x £ 1.000 |
£. 100.000.000 |
| -
Costo servizio fognante
mc. 8.000 x £. 500 |
£. 40.000.000 |
| -
Costo Energia elettrica
Mesi 12 x £. 20.000.000 |
£. 240.000.000 |
| - Costo tasse e carburante | £. 30.000.000 |
| - Costo manutenzione straordinaria | £. 200.000.000 |
| - Costo servizio manutenzione elettrica | £. 50.000.000 |
| - Costo servizio di Pulizia | £. 50.000.000 |
| SOMMANO | £. 894.800.000 |